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UN RICORDO SU LOVE IS ALL

contributo inviato da Mina vagante il 27 settembre 2017

Entrare in una chiesa per me ha da sempre l'effetto come entrare a casa mia. Alla fine spiego il perchè.

Il giorno 1°giugno 2017 entro nella chiesa sconsacrata San Bernardo a Pisa. Ero stata invitata da Livia e Francesco della Santifanti a presentare il docufilm Love is all, autoritratto di Piergiorgio Welby. La musica assordante che accoglie i miei primi passi al primo impatto ha un effetto traumatico di spostamento mio in un luogo non abituale. Un mondo a me sconosciuto. Ma dove mi hanno fatto finire? Che succede? Non sento le parole, qualcosa capisco leggendo dalle labbra di chi mi parla.

Ma guardare gli occhi e sentire stringere le mani con un tatto particolare e cordiale, non superficiale dei soliti presenti e invitati. Di qualcuno, timido, percepisco lo sguardo come una carezza. La mia stanchezza del viaggio cambia in curiosità e aspettativa e la mia naturale capacità di adattamento alle situazioni fa il resto. “Vuoi andare a mangiare qualcosa?” “Mina, vuoi bere qualcosa? Vuoi assaggiare un po' di focaccina?” Ah, sì era buona con del formaggio. “Un goccetto di prosecco?” “meglio di no. Un succo d'arancia è meglio”. “Vogliamo andare a cena?” Non ho più voglia di uscire, mi comincia a piacere l'ambiente spontaneo, dove mi sento considerata alla pari, senza meritarlo.

Le ultime luci del tramonto entrano ancora dai finestroni su in alto sotto la volta affrescata della chiesa sconsacrata di San Bernardo. Sconsacrata? Guardo le immagini sacre, ancora ben conservate della volta, che secoli fa, ma ancora oggi, sono e sono stati il libro dei cantastorie per gli analfabeti. L'arte è rimasta anche oggi l'aratro che scava nei cuori per arrivare alla ragione, al pensiero dell'essere umano e lo rende libero. Quel fiato divino che fu alitato in Adamo, rappresentante dell'umanità, è diventato fiato di creatività per tutte le arti e le scienze, musica, poesia, pittura, scultura, ricerca, da cui trae tutto origine. Quel fiato sacro che è in tutti noi buoni o cattivi che siamo. Quel fiato sacro, molto rumoroso che riempie la chiesa sconsacrata la riconsacra diversamente alla vita e con la vita di chi c'è, respira, parla, canta, danza, si muove, pensa in libertà.

Insomma vita è libertà.

Il ricordo di Piergiorgio in questo luogo ha un significato speciale, che mi è difficile descrivere, lo sento ancora profondamente. Già da bambina e poi da studente la chiesa fu sempre luogo di ispirazioni. Un luogo di silenzio dove portavo i miei rumori interiori e metterli in ordine. Dove mi sentivo libera. Poi la chiesa era diventata la nostra casa, la casa di Piergiorgio e mia. Un tempio delle varie Muse, di Dio, della Libertà.


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